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Vaia: l’origine del nome

In molti si sono interrogati sull’origine del nome che ha identificato il feroce maltempo che si è abbattuto in ottobre 2018 sul Trentino e nei dintorni. E a lungo nemmeno il più potente motore di ricerca ha saputo saziare la curiosità degli internauti, vista l’incredibile quantità di contenuti prodotti, fra curiose e fantasiose interpretazioni.

 

Un dono insolito

La soluzione a questo arcano è decisamente meno creativa di molte fra quelle che si sono viste circolare, di certo non scontata, e in qualche modo tragicamente ironica: il battesimo di “Vaia” è un regalo.

Diversamente dalla nomenclatura delle tempeste tropicali atlantiche statunitensi, che viene decisa dall’Organizzazione meteorologica mondiale -WMO- secondo elenchi in ordine alfabetico e di numero finito per ogni lettera, in Europa, per convenzione e pratica consolidata, i fenomeni ciclonici e anticiclonici vengono nominati dall’Istituto di Meteorologia della Libera Università di Berlino, seguendo delle liste di nomi in ordine alfabetico.

In queste liste sono incluse anche delle richieste di “battesimo”, stipulate con regolare contratto di registrazione, dal 2002, al prezzo di 199 euro + iva. Ad essere precisi, questo prezzo riguarda solo i fenomeni di bassa pressione, mentre, coerentemente, i fenomeni anticiclonici, che hanno di solito natura più tenace e duratura, e rimangono quindi più a lungo visibili sulle mappe, costano esattamente 100 euro in più.

Di certo non pensava di fare uno sgarbo il signore che ha dedicato alla sorella Vaia Jakob, la zona di bassa pressione che poi si è rivelata essere la tempesta distruttiva, responsabile della deforestazione di circa 14 milioni di metri cubi di alberi, di cui 4 solo in Trentino. Infatti, non sarebbe stato possibile prevedere fin da subito l’evoluzione potente dell’area di depressione.

 

Un processo serio, a supporto della ricerca

Il battesimo di cicloni e anticicloni è un processo serio e normato da alcune regole precise.  L’Istituto accoglie solo nomi propri esistenti fra le proposte, non sono ammessi caratteri speciali all’infuori della dieresi, inclusa nell’alfabeto tedesco (Umlaut) e il genere deve essere esplicito, anche perché in base all’anno nomi maschili e nomi femminili identificano aree di pressione diverse: negli anni pari sono i nomi femminili destinati a identificare le aree di bassa pressione.

Oltre a ciò, il battesimo di questi fenomeni, ha un fine ben più nobile e concreto: sostenere la ricerca dell’Istituto che con l’aumento dei costi, ha visto una riduzione dei mezzi finanziari a disposizione.

E a noi pare curiosamente complementare che anche il nostro patto con gli alberi, a fronte di una donazione simile, permetta di incidere il proprio nome o quello di un proprio caro, dentro la foresta colpita ma in rinascita.