Pensare il bosco

Più del 60% del territorio trentino è ricoperto da boschi, l’80% dei quali sono boschi gestiti, quasi interamente dal pubblico. Il bosco è in Trentino un bene collettivo, una proprietà inalienabile e indivisibile che appartiene ai residenti di ogni valle. Il bosco in Trentino è vivo, in ogni stagione. Conta un incremento di circa 100 milioni di metri cubi ogni anno.

Cosa ci raccontano questi dati? Due cose fondamentali:

  1. qualsiasi attività umana sul nostro territorio incontra il bosco e con esso deve convivere in equilibrio
  2. il bosco in un territorio antropizzato è un sistema colturale, non solo naturale, che richiede progettazione e accurata gestione

 

Vivere il bosco

Il bosco è nel mito e nelle favole quello spazio magico in cui tutto può accadere. Uno spazio di transizione e di trasformazione, per perdersi o salvarsi, ma anche il simbolo della vita innocente, contrapposta alla decadenza dei costumi di città.

Fuor di metafora, tuttavia, oltre ogni turismo, il bosco reale all’interno di un territorio reale, svolge ben più concrete funzioni. Rende stabili i versanti, garantisce il sistema idrogeologico, modella il paesaggio e quindi l’identità di chi lo abita, garantisce sussistenza e rappresenta, in passato più che oggi a causa del deprezzamento del legno, un valore economico importante.

Il legname del bosco ha garantito alle popolazioni di montagna la possibilità di costruire spazi abitativi e agricolo pastorali, là dove era troppo difficile, quando non impossibile, il trasporto di altri materiali. Ha garantito sussistenza alimentare e artigianato per la vita quotidiana, domestica e lavorativa, la costruzione di altari, chiese, capitelli e altri simboli religiosi, ha permesso il fuoco per affrontare il freddo, ha dato da vivere a intere generazioni di boscaioli e forestali, mossi da necessità sempre unita alla passione, in tempi in cui i motori e la tecnologia ancora non esistevano e il taglio del legno era per molti un esilio volontario a suon di scorte di polenta e croste di formaggio.

Il bosco è quello spazio che permette la sopravvivenza della montagna, delle specie arboree e del sottobosco, dei suoi animali e dell’uomo. Uno spazio che va conosciuto e rispettato, dove progresso non significa né deforestazione selvaggia né abbandono alla natura, pena lo spopolamento e la perdita di memorie di intere dinastie.

 

 

Progettare il bosco

Progettare è parola che assimiliamo al progresso, ciò che avanza e va avanti, che per scellerate gestioni delle nostre risorse naturali, si è impregnato di significati e immagini tutt’altro che edificanti. Eppure, tanto il progresso che il progettare sono termini confortanti. Progettare significa gettare avanti, portare avanti azioni di cura, capaci di salvaguardare la continuità dell’esistenza in vita. E così dovrebbe essere il progresso.

Ogni definizione è legata a un contesto che ne confina l’interpretazione. Nel contesto trentino, dove è bene inalienabile, indivisibile e collettivo perché fondamentale per la vita, il bosco è stato sottratto alla privata gestione proprio perché la sua distruzione sarebbe valsa la distruzione di chi accanto a lui abita.

Progettare ha quindi significato, nel tempo, in Trentino, fare le scelte migliori per garantire l’equilibrio tra silvicoltura, agricoltura, pascolo, economia e luoghi abitati. Nessuna scelta è a gratis, ma in questo territorio, ogni scelta è dettata da un’accurata e attenta analisi, fisica, geologica, botanica e zoologica. Sempre, anche in caso di abbattimento o di riforestazione.

Senza rischiare di togliere poesia al mondo, qui dove il territorio è sostenibile per natura propria di chi lo vive e vuole continuare a farlo, ogni discorso sul bosco non può prescindere anche dalla salvaguardia antropica del territorio. Mantenere un tale sistema in equilibrio non è banale. Richiede studio, dati, analisi e poi decisioni e scelte. Il maggior ostacolo a ogni progresso e quindi a ogni possibilità di futuro è il non decidere. Nell’impasse dell’impossibilità di fare delle scelte, possiamo giocarci mancate vittorie per il bene del nostro territorio, dei nostri boschi e del pianeta.