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Parole per fuggire nel bosco

In questi giorni difficili abbiamo straordinari alleati che ci consentono leciti vagabondaggi fra i boschi: i libri. Pagine di natura che ci autorizzano a uscire dalle nostre case alla ricerca di quella fitta foresta dove amiamo perderci per imparare a ritrovarci. “La Natura è un tempio dove colonne vive, lasciano a volte uscire confuse parole” scriveva Charles Baudelaire nelle sue “Corrispondenze”. Confuse parole, bisbigli e sussurri che le piante sembrano scambiarsi fra loro in una sorta di misteriosa conversazione di cui, a noi, il vento porta solo l’eco.

Faggi, pini, betulle: ognuno ha una precisa personalità e una sua voce secondo Peter Wohlleben, ex guardia forestale che con il suo ‘La saggezza degli alberi’ (Garzanti, 2017) ci svela i misteri di una società affascinante, quella delle piante, in cui ogni fretta è bandita e in cui fra compagni di specie ci si allea, per difendersi l’un l’altro e per proteggere i propri malati. Attraverso una galleria di ritratti arboricoli, l’autore ci invita a scoprire un mondo in cui c’è ancora molto da decifrare, ma che ci somiglia molto più di quanto crediamo.

Proprio quel mondo vegetale, che rappresenta l’85% della massa vivente sulla Terra e da cui dipende buona parte della vita che lo abita, avrebbe buon diritto di dettare le regole dell’esistenza su questo pianeta, secondo il neurobiologo Stefano Mancuso. Non l’uomo che, pur costituendo solo un decimillesimo di quella massa, è in grado di distruggere anche ciò da cui la sua esistenza dipende. Ne ‘La Nazione delle Piante’ (Laterza, 2020), l’autore immagina, in 8 articoli, che siano proprio le piante a stabilire le norme del vivere nel rispetto dell’ambiente che ci circonda.

 

 

Se di rispetto si parla, sono molti i motivi per cui gli alberi meritano il nostro. Straordinari custodi del tempo, preservano in ogni fibra storie di vite e di anni difficili, di stagioni generose e di eventi straordinari. Verdi ‘trappole’ di sogni e segreti di coloro che, passando sotto le loro fronde, si sono assopiti al sicuro delle loro radici. Libri viventi che Tiziano Fratus, raffinato conoscitore d’alberi, celebra con ‘Il sussurro degli alberi’ (Ediciclo, 2013), invitandoci a una speciale meditazione in loro onore. Pagine d’obbligo nella tasca di tutti gli amanti di una siesta nel verde.

E sempre di sussurro parla anche Richard Powers premio Pulitzer per la narrativa 2019. Nel suo romanzo ‘Il sussurro del mondo’ (La Nave di Teseo, 2019) sono molte le vicende umane che si intrecciano con quelle degli alberi, in una missione comune legata a una misteriosa mistica arborea. Una storia appassionante che sviluppandosi secondo una logica verde, dalle radici alla chioma, cresce, come gli anelli degli alberi, attorno alla figura di una giovane, ribelle protagonista.

E mentre con Fratus e Powers celebriamo i ‘grandi’ e maestosi vecchi, un altro maestro ci insegna a cercare il dettaglio del mondo vegetale: un universo di forme, colori e profumi la cui contemplazione e la cui cura diventano per noi terapia di benessere. Con un delicato, intimo spaccato sulla sua sensibile esistenza, Hermann Hesse ci offre con “In giardino” (Guanda, 2015) una riflessione lirica sui benefici del fermarsi a ‘coltivare’ i dettagli. Datato, ma oggi come mai, appropriato.

 

Buona lettura!