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Lo spettacolo delle fioriture nella Giornata della biodiversità

Il 22 maggio si celebra la Giornata mondiale della biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite per promuovere la tutela della fauna e della flora, dalla cui ricchezza dipende anche la nostra prosperità. Gli ecosistemi forniscono infatti beni indispensabili come l’acqua, il cibo, il legname e molte essenze medicinali, oltre a servizi vitali come la regolazione del clima e la fertilità dei suoli.

Il Trentino è un territorio ricco di biodiversità e maggio è un momento ideale per godere del risveglio rigenerante della natura. Sui versanti ormai liberi dalla neve, le fioriture di moltissime specie vegetali formano già una tavolozza di colori e sfumature che mutano via via che si sale di quota. Passeggiare o pedalare lungo i sentieri del Trentino è un modo straordinario per scoprire questa varietà e lasciarsi stupire dalle tinte e dai profumi intensi della primavera.

Gli appassionati di botanica non dovrebbero perdersi il Parco Naturale Locale del Monte Baldo, una terrazza di piante e fiori spontanei che si affaccia sul lago di Garda e sulla valle dell’Adige. Fin dal medioevo, il Monte Baldo era noto in tutta Europa per la straordinaria ricchezza di specie endemiche preglaciali, che sono sopravvissute alle calotte del Quaternario colonizzando le aree più elevate. In virtù dell’eccezionale ricchezza botanica, già nel Quattrocento questi versanti erano una meta prediletta per naturalisti e speziali. Ancora oggi le specie più rare sono indicate con l’aggettivo baldensis in onore di Giovan Battista Olivi, farmacista e letterato al servizio dei Gonzaga, che rese celebre il massiccio del Monte Baldo donandogli l’appellativo di Hortus Italiae, il giardino d’Italia.

 

Se questi endemismi sono considerati dei veri tesori naturalistici, tra maggio e giugno anche le specie più comuni come gigli, genziane, orchidee e botton d’oro creano sulle praterie in quota uno spettacolo davvero unico. Tappeti di bucaneve si srotolano lungo il sentiero che da Polsa di Brentonico sale in direzione di Malga Susine fino alla Bocca d’Ardole e alle postazioni della Grande Guerra del vicino Corno della Paura. Genziane, orchidee blu, gigli rossi e, sulle rocce, anche il geranio argentato, si possono invece osservare camminando dal rifugio Graziani verso Malga Campo, Bocca Paltrane per raggiungere il rifugio Malga Campei nella Val Paròl.

Un altro scrigno di biodiversità è il Giardino Botanico Alpino delle Viote, sul Monte Bondone. Fondato nel 1938 e con un’estensione di circa 10 ettari, è uno dei più vasti e antichi giardini botanici delle Alpi. Ospita oltre 1.500 piante d’alta quota, alcune rarissime. Lungo il percorso che attraversa il Giardino si incontrano anche aiuole sensoriali, campi coltivati, un lago, la torbiera, l’area dedicata alle specie officinali, boschi e prati a sfalcio. Quale modo migliore per immergersi in questa varietà e godere della sua ricchezza?