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Il ruolo delle foreste nella regolazione del clima

Le foreste hanno una storia antichissima e fin dal Paleozoico sono responsabili della regolazione del clima. Oggi si stima che la loro conquista del pianeta possa avere avuto inizio fra 416 e 350 milioni di anni fa, durante il periodo Devoniano. Alcuni tra i più antichi e meglio conservati fossili dei primi alberi sono stati scoperti in un deserto dello Xinjiang, nel nord della Cina. Risalgono a 393-372 milioni di anni fa e testimoniano l’esistenza di piante sottili ma già capaci di raggiungere altezze di 12 metri grazie a una struttura interna molto complessa.

Gli alberi del genere Wattieza prosperarono invece in Europa e nelle Americhe circa 385 milioni di anni fa: somigliavano a palme gigantesche, ma con fronde simili a quelle delle felci, e si riproducevano per spore anziché per semi. Risalgono alla fine del Devoniano anche le piante del genere Archaeopteris, oggi estinte ma considerate i veri progenitori degli alberi moderni. E con la diffusione delle prime estese foreste, che produssero grandi quantità di ossigeno sottraendo al tempo stesso anidride carbonica dall’atmosfera, il clima della Terra cambiò radicalmente.

Wattieza reconstruccion

 

Da allora gli alberi esercitano una profonda influenza sugli equilibri della biosfera: ogni anno assorbono miliardi di tonnellate di anidride carbonica, regolano il ciclo dell’acqua da cui dipende la vita sulla Terra e stabilizzano il clima, mitigando le temperature. Purtroppo, tuttavia, in molte regioni del mondo l’integrità di boschi e foreste è gravemente minacciata dalle attività umane: si calcola che dei seimila miliardi di alberi che popolavano la Terra prima della diffusione dell’agricoltura, oggi ne siano rimasti appena la metà. E quando gli alberi muoiono – a causa dello sfruttamento eccessivo, degli incendi o per l’impatto di eventi meteorologici estremi, come la terribile tempesta Vaia che colpì il Trentino nell’autunno del 2018 – tutta l’anidride carbonica immagazzinata nei tessuti vegetali viene liberata nell’atmosfera, amplificando l’effetto serra.

A causa dell’incremento delle temperature, dell’alterazione delle precipitazioni e dell’intensificarsi degli eventi estremi, sempre più frequenti e violenti, i cambiamenti climatici hanno già un forte impatto sui polmoni verdi del pianeta. Proteggere boschi e foreste è perciò sempre più importante, e non solo per preservare questi antichi e preziosi ecosistemi, ma anche per garantirci un futuro di prosperità: gli alberi sono infatti i nostri migliori alleati contro il riscaldamento globale e da sempre ci offrono gratuitamente servizi e beni essenziali, come legno per le costruzioni, frutti da mangiare o molti dei principi attivi usati anche nei medicinali moderni. Un obiettivo da perseguire evitando anzitutto di abbattere le foreste, ma anche ripiantando gli alberi e gestendo in modo sostenibile le aree disboscate o colpite dagli eventi estremi.

 

 

È da questa consapevolezza che è nato il progetto Trentino Tree Agreement: ripristinare i boschi distrutti dalla tempesta Vaia è al tempo stesso un modo per sanare la ferita inferta a un territorio ancora in gran parte ricoperto da foreste e che ospita oltre 500 milioni di alberi, ma anche per rinnovare il nostro patto con la natura. A beneficio sia delle comunità locali, da sempre protagoniste di una storia di tradizione nella salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, sia dell’intera comunità umana: perché ogni albero conta, ogni albero è una sentinella nella lotta ai cambiamenti climatici e un alleato nella costruzione di un futuro sostenibile.