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Il 22 aprile, la Giornata della Terra

La vigilia di Natale del 1968 l’astronauta William Anders si trovava in orbita intorno alla Luna quando dagli oblò della navicella Apollo 8 scattò una storica fotografia della Terra. Al centro dell’inquadratura si vedeva un piccolo pianeta bianco e azzurro che sembrava emergere dall’oscurità dello spazio. Prima di allora nessuno si era spinto così lontano da poter osservare la Terra nella sua interezza e grazie a quell’immagine, diventata celebre come Earthrise (la Terra che sorge), l’umanità comprese di condividere con le altre specie viventi un unico ecosistema, limitato e fragile.

«È stata la visione più bella e toccante della mia vita»

Frank Borman, comandante dell’Apollo 8

Le immagini satellitari avevano già permesso di osservare l’impronta del nostro impatto sull’ambiente terrestre, ma la fotografia scattata da Anders influenzò in modo ancora più profondo l’immaginario dell’epoca. Due anni più tardi divenne il simbolo dell’Earth Day, la Giornata mondiale della Terra che ogni anno mobilita milioni di persone in difesa dell’ambiente. La prima edizione fu ispirata dall’attivista per la pace John McConnell e si celebrò il 22 aprile del 1970, grazie soprattutto all’iniziativa del senatore statunitense Gaylord Nelson. Quel giorno circa 20 milioni di persone sfilarono nelle più importanti città americane per denunciare i rischi dell’inquinamento, dell’esaurimento delle risorse naturali e dell’esplosione demografica.

 

Da allora il 22 aprile è dedicato alle celebrazioni del nostro pianeta. Oggi la Giornata mondiale della Terra si svolge sotto l’egida della Nazioni Unite e prevede iniziative in ogni Paese del mondo. Oltre a denunciare le minacce per gli ecosistemi naturali da cui dipende la nostra stessa sussistenza, si tratta di un’occasione importante per promuovere le soluzioni sostenibili come l’economia circolare, la protezione delle specie a rischio e di habitat essenziali come boschi, foreste e zone umide, o la necessità di accelerare la transizione energetica dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, per limitare gli impatti dei cambiamenti climatici.

L’edizione del 2021 è dedicata al ripristino degli ecosistemi. La parola d’ordine sarà Restore Our Earth (ripristina la nostra Terra) e servirà a promuovere i processi naturali, le tecnologie verdi e le soluzioni più innovative per rimediare all’impatto delle attività umane e preservare l’ambiente per le future generazioni. Come si legge sul sito web di Earthday.org: «Spetta a ciascuno di noi ripristinare la nostra Terra e non solo perché siamo preoccupati per le sorti del mondo naturale, ma perché ci viviamo. Abbiamo tutti bisogno di una Terra sana per salvaguardare le nostre attività, i mezzi di sussistenza, la salute, la sopravvivenza e la felicità. Un pianeta sano non è un’opzione, è una necessità».