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Cosa possiamo fare noi contro il caro energia

Il New Green Deal Europeo ha in agenda la scadenza del 2050 per eliminare le emissioni nette di gas a effetto serra con step nel 2030 (riduzione almeno del 55%) per fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero. Una manovra che si prefigge una crescita economica dissociata dall’uso delle risorse con l’intento di non trascurare nessuna persona e nessun luogo.

Ciò che significa puntare sulla sicurezza e l’efficienza energetica, sul mercato dell’energia interna, la decarbonizzazione e poi ricerca, innovazione e competitività. In altre parole, specialmente in un Paese come il nostro, puntare sull’energia prodotta da fonti rinnovabili.

 

Il prezzo dello spreco energetico

La strada è lunga e impervia. Quello che sembrava un percorso complesso ma raggiungibile ha trovato un antagonista particolarmente doloroso proprio in queste ultime settimane. Gli approvvigionamenti di energia non sono scontati per affrontare questo passaggio. Non siamo stati formiche. Abbiamo continuato a mangiare brioches quando ci sarebbe bastato cuocere del buon pane. La disponibilità di energia, come sempre accade quando ci tocca da vicino, da fonte di preoccupazione delegata ad altri è diventata fonte di preoccupazione del comune sentire. E se leggessimo questo ostacolo come un’opportunità per non restare indifferenti ogni volta che accendiamo una lampadina che non ci serve o utilizziamo un’automobile solo per la pigrizia di fare due passi o ci disinteressiamo di cosa succede ai polmoni delle nostre città e alla vita degli alberi dei nostri boschi? Avere a cuore le buone pratiche di utilizzo dell’energia che scorre nelle nostre case è un modo per prenderci cura, non solo delle nostre tasche o della nostra possibilità di mantenimento dei confort minimi necessari alla nostra vita, ma anche e soprattutto della possibilità di continuare a vivere il nostro pianeta, di occuparci della sua salute.

 

Cosa possiamo fare noi

Ognuno per sé, può farsi responsabile della sua condotta di vita pensandosi come un individuo immerso in uno spazio collettivo, il nostro pianeta, e in una comunità globale, tutti gli esseri viventi del pianeta. Ognuno di noi, mettendoci attenzione e pensiero, può operare delle scelte rispetto allo spreco di risorse e alla loro salute, usare consapevolmente l’energia e le tecnologie che ci sono messe a disposizione.

Proprio in materia di energia adesso possiamo fare ancora di più. Ognuno di noi può diventare attore e promotore di una nuova possibilità di autoproduzione e di autoconsumo consapevole, quello privato o quello, ad esempio, delle comunità energetiche rinnovabili.

 

Comunità energetiche

Nel dicembre del 2020, in recepimento della Direttiva Europea RED 2 del 2018, in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto Ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico 16/09/2020 che individua la tariffa incentivante per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle configurazioni sperimentali di autoconsumo collettivo e nelle comunità energetiche rinnovabili, poi ampliata con Decreto Legislativo dell’8 novembre 2021.

Cosa significa?

Privati cittadini, anche un condominio, associazioni, imprese commerciali, purché non elettriche, possono installare un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili e destinarla all’autoconsumo. L’impianto può essere installato a costo zero con il superbonus 110%. Per guadagnare che? Intanto un’educazione alle buone pratiche di utilizzo dell’energia autoprodotta: se ad esempio l’impianto è fotovoltaico, ognuno avrà l’attenzione di utilizzare elettrodomestici nelle ore di sole per trarre profitto dall’energia autoprodotta. Poi per vent’anni la Comunità beneficerà di una tariffa premio di circa 100 €/MWh sulla contemporaneità tra consumo e autoproduzione, più un bonus per il ritiro dedicato su tutta l’energia immessa in rete e la restituzione dei costi di trasmissione e degli oneri non goduti.

 

Protagonisti del nostro destino

Le comunità energetiche producono, quindi, energia pulita da immettere in rete e ci guadagnano anche. Fanno bene al pianeta, alla collettività e a se stessi.

Solo nel Regno Unito le comunità energetiche sono più di 400. E in Italia? In Italia si contano sulle dita della mano. Una di queste è nata l’estate scorsa in Trentino a Riccomassimo, una piccola frazione di Storo con una cinquantina di abitanti, intorno a un impianto fotovoltaico costruito sul tetto dell’ex scuola. Progetto promosso dal Cedis, una delle tredici cooperative elettriche storiche dell’arco alpino, eccellenze di autoproduzione, distribuzione e autoconsumo di energia rinnovabile. E non è che l’inizio.

Possiamo diventare protagonisti del nostro destino e di quello del nostro pianeta trasformandoci da spettatori a cittadini attivi, soprattutto in tema ambientale, anche in materia di energia.