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Conosci la differenza tra abete rosso e abete bianco?

Nei boschi del Trentino spiccano in particolare due specie arboree, l’abete rosso e l’abete bianco. Il primo (Picea abies (L.) H.Kars, 1881) è in assoluto il più diffuso: rappresenta il 60% dei boschi e ciò è dovuto in primis alla sua elevata adattabilità, ma anche alle tecniche di selvicoltura introdotte nel dopoguerra che l’hanno favorita. Le abetine di abete bianco (Abies alba Mill., 1759), invece, rappresentano il 10% della superficie forestale.
All’interno di una foresta si possono trovare entrambi e, se a distanza solo l’occhio esperto di un forestale è in grado di distinguerli, una osservazione più ravvicinata consente di riconoscerli in base ad alcune precise caratteristiche morfologiche.

Partiamo dalla corteccia: quella dell’abete rosso è sottile e rossastra (da quest’ultima caratteristica deriva il nome comune dell’albero); con l’età diviene bruno-grigiastra e si divide in placche rotondeggianti o quasi rettangolari (di circa 1–2 cm). Nell’abete bianco è liscia negli esemplari più giovani, ha un colore bianco-grigio argenteo e presenta delle piccole sacche resinose che, se premute, diffondono odore di trementina; nelle piante più vecchie è invece di colore grigiastro, ruvida e si sfalda a piccole placche sottili.

 

L’elemento distintivo più evidente tra le due specie sono però le foglie, ovvero gli aghi. Nell’abete rosso sono di colore verde scuro, duri e rigidi, con punta aguzza e lunghezza di 1-2,5 cm e sono inseriti tutt’intorno ai rametti. Nell’abete bianco sono piatti, lisci e con la punta stondata e infossata, di colore verde intenso nella pagina superiore mentre in quella inferiore presentano due linee biancastre e sono inseriti singolarmente sui rametti in posizione a doppio pettine.

 

Rosso o bianco per l’albero di Natale?
Tradizionalmente si riconosce nell’abete bianco, l’albero tipico del Natale, anche per la maggiore permanenza degli aghi sui rami. Ma anche l’abete rosso viene comunemente usato. In ogni caso, gli alberi che in Trentino vengono impiegati per il mercato natalizio, non provengono dalla foresta naturale ma da appositi vivai.

 

Ascolta la storia raccontata dal forestale nel video qui sotto, per scoprirne di più.