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I parchi naturali del Trentino: uomo e natura insieme

Frutto di una scelta ambientale lungimirante, avviata più di 50 anni fa, i parchi naturali racchiudono le perle della biodiversità del Trentino. Sono le più vaste e antiche tra le aree protette del sistema provinciale, istituite per preservare le aree più belle e selvagge, la straordinaria biodiversità, e al contempo quei paesaggi così caratteristici del panorama alpino frutto del connubio tra risorse naturali e presenza umana.

Grazie alla politica provinciale avviata nel 1967 con il primo Piano Urbanistico, concretizzata nel 1988 con l’istituzione dei primi due parchi e rinnovata nel 2007, con il riordino del sistema complessivo delle aree protette, il Trentino vanta oggi due parchi naturali (Adamello Brenta e Paneveggio Pale di San Martino) e un Parco Nazionale, quello dello Stelvio, il cui settore trentino è anch’esso gestito dall’amministrazione provinciale.

 

 

Il Parco Naturale Adamello Brenta

Il Parco Naturale Adamello Brenta è la più vasta area protetta del Trentino e si estende per 620,5 kmq. Fu istituito per tutelare i beni ambientali di maggior pregio della Val Rendena, delle Valli Giudicarie e della porzione meridionale e occidentale delle valli di Non e di Sole. Risulta così costituito da due mondi estremamente diversi dal punto di vista geologico e paesaggistico: guglie, torrioni e pareti strapiombanti delle Dolomiti di Brenta a est; cime severe, valli a U e grandi ghiacciai a ovest, dove si erge il massiccio dell’Adamello-Presanella, con la cima più alta del Trentino.

A protezione e valorizzazione di questo straordinario patrimonio di “geodiversità”, nel 2008 il Parco Adamello Brenta è entrato a far parte della Rete europea e mondiale dei Geoparchi, sotto l’egida dell’UNESCO. L’Adamello Brenta non è però solo roccia, ma anche vita: emerge come l’area trentina caratterizzata dal maggior numero di specie vegetali totali (quasi 1400) e con la più alta concentrazione di specie a rischio (circa 135), tra cui numerosi endemismi -come la Nigritella rosa del Brenta. Anche dal punto di vista faunistico, l’area protetta può vantarsi di ospitare praticamente tutte le specie caratteristiche dell’ambiente alpino. Oggi, dopo 30 anni di operatività, il Parco si configura anche come un soggetto autorevole nella diffusione di buone pratiche di valorizzazione ambientale e nello stimolare uno sviluppo turistico ed economico sostenibile.

 

Entra nel sito del Parco Naturale Adamello Brenta per approfondire www.pnab.it

Il Parco Paneveggio Pale di San Martino

Nato anch’esso nel 1988, il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino è situato nel Trentino orientale, dove occupa quasi 200 kmq tra il sistema dolomitico delle Pale di San Martino, il Lagorai, la catena Lusia-Bocche, la Val Venegia e la foresta demaniale di Paneveggio, che già all’inizio del secolo scorso era considerata meritevole di protezione.

Questo “cuore verde” del Parco, è conosciuta anche come foresta dei violini dato che, nel passato, i liutai la frequentavano alla ricerca del miglior abete di risonanza da cui costruire casse armoniche per gli strumenti musicali. Questa foresta, fortemente compromessa dagli avvenimenti di fine ottobre, costituisce una delle aree del progetto pilota sostenuto da Trentino Tree Agreement.

Ma non è solo il bosco a costituire l’area protetta dal parco: al di sopra del limite della vegetazione arborea, le praterie alpine del versante dolomitico sono ricche di specie vegetali rare ed endemiche, e quelle del versante porfirico sono costellate da laghetti dalle stupefacenti sfumature. Il territorio protetto si configura inoltre come privilegiato per l’avvistamento faunistico: soprattutto per i cervi che sono ampiamente diffusi. Non è così difficile scorgerli al pascolo in libertà o presso il grande recinto del Centro visitatori di Paneveggio. Quest’ultimo è solo uno dei numerosi centri presso i quali è possibile approfondire le conoscenze sull’area protetta, facendosi tentare da uno dei tanti itinerari tematici o trekking escursionistici da compiere in compagnia degli operatori.

 

Entra nel sito del Parco Paneveggio Pale di San Martino per approfondire www.parcopan.org/it

Il Parco Nazionale dello Stelvio

Il Parco Nazionale dello Stelvio, istituito nel 1935 si estende su una superficie di 1.370 kmq, racchiudendo entro i propri confini l’intero gruppo dell’Ortles-Cevedale, el sue importanti cime e le sue valli laterali. Situato per oltre il 70% al di sopra dei 2000 m di quota, esso comprende numerosi ghiacciai, come quello dei Forni, dello Stelvio e del Careser. Il settore trentino, vasto circa 175 kmq, si sviluppa fra la Val di Peio e la Val di Rabbi. Oltre a distese glaciali e nevi perenni, praterie alpine e boschi di conifere, il paesaggio del Parco si contraddistingue per l’armonico accostamento tra territori selvaggi e aree coltivate da secoli, disseminate di masi, malghe e segherie.

Per questo motivo la filosofia di gestione dell’ente, è improntata al coinvolgimento delle comunità locali e all’integrazione delle politiche di conservazione con quelle di sviluppo, affinché la tutela della natura possa diventare fattore e volano per le attività economiche legate allo sviluppo e al presidio della montagna. Questo equilibrio può essere ammirato, in ogni stagione, passeggiando sul territorio oppure visitando le “case del Parco”, dove è mostrata anche l’intensa attività di ricerca scientifica che l’ente conduce da decenni.

 

Entra nel sito del Parco Nazionale dello Stelvio per approfondire www.stelviopark.it