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Le foreste demaniali, antico e prezioso tesoro del territorio

L’estesa porzione di territorio trentino ricoperta da foreste è rappresentato da proprietà pubbliche e fra queste ci sono anche quelle che vengono definite foreste demaniali, custodite dall’omonima agenzia che le gestisce e le tutela per la loro particolare ricchezza ed importanza storica.

Proprietà feudali in principio, divennero possedimenti di principi e della chiesa, per rientrare nelle estensioni erariali tirolesi del 1847 che non vennero concesse ai comuni dal principato. Passarono quindi ad essere parte integrante dell’Impero Austro-ungarico fino alla fine della Grande Guerra, a conclusione della quale divennero demanio del Regno d’Italia per diventare finalmente, nel 1973, di proprietà della Provincia autonoma di Trento.

Così nel 2009 è stata istituita l’Agenzia Provinciale delle Foreste Demaniali che ha in carico la gestione specifica e la valorizzazione di queste foreste, secondo logiche di sostenibilità ambientale.

 

 

La lunga tradizione della gestione territoriale

Queste foreste sono quindi la prova tangibile della lunga tradizione della gestione territoriale, come risorse boschive amministrate da tempo immemore. Si estendono per 11.500 ettari, custodiscono 33 tipi di bosco per più di 7.000 ettari e oltre 10 milioni di alberi. Al loro interno, boschi di elevata valenza forestale, naturalistica e storica; pascoli, cime e pietraie, acque e ghiacciai. Il tutto costellato da baite, fienili e malghe.

Questi erano i numeri che caratterizzavano, fino agli eventi di fine ottobre, le foreste di Cadino, Paneveggio, San Martino di Castrozza, Valsorda e Valzanca, nella zona nord-orientale del Trentino, e le foreste di Monte S. Pietro, Bondone, Scanuppia, Campobrun, nell’area centro-meridionale della Provincia. Ampie estensioni di queste foreste sono state gravemente danneggiate ed è proprio a partire da alcune di esse che si vogliono compiere i primi passi concreti verso gli obiettivi di questo progetto: saranno queste un punto di partenza per raccontare le azioni di ricostituzione che coinvolgeranno l’intero territorio trentino colpito.

 

Un carattere culturale distintivo

Oltre ad essere un bene economico e una risorsa produttiva importante, le foreste caratterizzano fortemente l’identità del territorio trentino. Da sempre, infatti, per le genti che abitano questa terra, la foresta ha rappresentato il fulcro attorno al quale ruotavano, e ancora oggi ruotano, sostentamento, economia e tradizione.

Proprio in virtù della vitale importanza di questa risorsa, in Trentino la gestione del bosco ha goduto nel corso della storia di una cura speciale, basti pensare che il primo piano di assestamento forestale risale al 1874 e dal 1980 tutte le proprietà forestali pubbliche e quelle private più estese sono dotate di un piano di gestione forestale, di validità decennale, che ne quantifica le principali funzioni e definisce nel dettaglio le modalità di gestione.

Patrimonio tutelato

Facendo parte di questo patrimonio, ma dato il loro eccezionale pregio e la loro storia, le foreste demaniali godono di una ulteriore, particolare tutela. Oggi sono infatti incluse tra le “invarianti” del Piano Urbanistico Provinciale, in quanto distintive dell’ambiente e dell’identità territoriale che vanno tutelate e valorizzate al fine di garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile.

Nelle foreste demaniali, ad esempio, è sospesa la caccia: la compagine faunistica viene osservata attraverso monitoraggi e analisi dello stato delle popolazioni , associate alla conduzione di ricerche specifiche, relative a singole specie o al rapporto tra gli animali selvatici e il patrimonio forestale.