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Dolomiti e Biosfera

Quelli che 200 milioni di anni fa erano atolli corallini, svettano oggi come le Dolomiti, i Monti Pallidi: carbonati doppi di calcio e magnesio, che quando sono colpiti dal sole arrossiscono dando vita a quell’effetto che chiamiamo Enrosadira. Nel giugno 2009, le Dolomiti sono state riconosciute dall’Unesco come Patrimonio Naturale dell’Umanità per la loro peculiare composizione e bellezza.

Dei 9 sistemi che compongono i 142 mila ettari di questo prezioso bene, 4 sono in Trentino: il Latemar-Catinaccio, la Marmolada e le Pale di San Martino, segnano il confine rispettivamente con l’Alto Adige e il Veneto, e le Dolomiti di Brenta, l’isola di dolomia più a ovest, interamente incastonata nel nostro territorio.

 

 

Le Dolomiti, oltre ad essere montagne uniche e bellissime, al punto da venir preservate da un’istituzione mondiale, sono anche terra di vita e di cultura. Vestono i panni delle protagoniste in numerose leggende locali e hanno condiviso la propria esistenza con quella delle popolazioni che hanno vissuto e vivono ancora ai loro piedi, ammirandone i profili, scalandone le cime, aprendo vie e sentieri, costruendo rifugi, usando e rispettandone il patrimonio boschivo.

Proprio a riconoscimento di una simbiotica e funzionale convivenza, nel 2015 l’Unesco ha riconosciuto al Trentino l’importanza mondiale di un’altra area: la Biosfera Alpi Ledrensi e Judicaria, ovvero quel territorio che si estende fra le vette delle Dolomiti di Brenta e il Lago di Garda, la nostra oasi mediterranea.

Dentro questa estesa area, il programma “Uomo e Biosfera” di Unesco certifica lo straordinario e rispettoso rapporto tra la popolazione locale e l’ambiente naturale, attestato non solo nel contemporaneo, ma da un utilizzo secolare del territorio, come testimoniano i siti palafitticoli di Ledro e Fiavé a loro volta Patrimonio Unesco.